mercoledì 3 marzo 2010

444TT


3 volte 4 e 2 volte T, come un messaggio criptato, mi stava davanti agli occhi. Più volte ho tentato di distogliere lo sguardo, di passare avanti, ma forse per pura "coincidenza", il traffico dell'ora di punta, m'impediva di cambiare direzione e per quello che mi era sembrato un lunghissimo tratto, mi ritrovai ancora davanti quella sigla 444TT, su una dozzinale twingo verde prato, che sorpassandomi, mi si posizionò ostinatamente dinanzi. Certo, le coincidenze! Riflettevo..., ecco che tutto questo poteva banalmente restare inavvertito, senza attribuirgli alcun valore, ma il flusso misterioso delle cose, ci porta a volte, a ribollire elementi del nostro piano sommerso che si riallacciano a qualcos'altro, assumendo una qualche forma, quasi sempre inaspettata. Il numero 4, la materia, simbolo il quadrato, T come Terra. Più tardi, quella stessa sera, rincasai e dopo cena riguardai un bel filmone dove ancora "casualmente"!?mi colpì il particolare di un orso, un grizzly che metaforicamente si lega alla vicenda di uno dei protagonisti principali del film, il più selvaggio. Il narratore, un pellerossa, sentenziò "quando la vita di un animale si incrocia con quella di un uomo, tra i due si crea un legame che dura per sempre". Il protagonista aveva assorbito dentro di sè, una parte, una qualità dell'orso, quella più selvaggia, indomita, che non gli dava pace. La materia, la terra...l'orso per gli sciamani è un simbolo di legame con la terra. La meditazione sull’orso sviluppa il contatto con la terra da cui dipende la stabilità della propria psiche e delle proprie azioni. Tutto questo dove mi voleva condurre? Lasciamo che sia, mi dissi, lasciamo fluire e vediamo cosa accade, se accade...non ero forse, negli ultimi giorni, in cerca di un pò d'ispirazione per la preparazione di un nuovo laboratorio REV a cui sto lavorando, sul 1° chakra? Pensai, eccoti servita! Lasciai agire automaticamente questo processo di libero fluire, senza interferire e cominciarono ad emergere le sensazioni ben riconducibili al chakra della radice, ed in particolare su uno dei suoi temi cardine: la forza elementare, primordiale, istintiva. Cercai di connettermi a questa precisa qualità la forza, e per sentirla più in profondità, utilizzai come mi è più agevole, la danza, con un ritmo arcaico di tamburo, distante, nel contempo profondo, sempre più profondo. Avvertii dentro di me una forza tale che mi parve di poter essere capace di smuovere una montagna. Potevo mobilitarla all'istante in caso di necessità, in caso venissi aggredita oppure dispiegarla per un tempo più prolungato. Provavo un enorme senso di resistenza e la forza di poter costruire qualcosa. Poi la situazione si ribaltava, e quello che percepii fu un blocco della mia energia che mi deprivava di tutte le forze, mi lasciava esanime. Pensai a tutte le volte che mi sono sentita debole nei confronti degli altri ma "gentile" e provai l'orripilazione di poter restare così per tutta la vita. "Questo blocco energetico mi rende stanca, insoddisfatta" pensai, "ma dentro di me ribollo ed un giorno, potrei esplodere violentemente, se questa è frustrazione, ora so fin dove si può spingere il suo raptus devastante". Ora comprendo cosa accade in chi dispiega la sua forza, schiacciando gli altri contro la parete, invadendo il loro spazio. La loro visione del mondo si basa sul principio:" Annienta se non vuoi essere annientato". Mangiare per non essere mangiati, lo sa bene lo spietato uomo d'affari che il mondo è pieno di squali. Lo sa bene l'uomo moderno, dal momento che la sua forza elementare è separata dall'amore, ha fatto uso di questa forza nel suo mondo per legittimare e raggiungere i suoi scopi. Un conquistare che travolge, nel peggiore dei casi annienta. L'uomo che ragiona asserendo che il suo posto è quello dell'altro e glielo sottrae. Ciò che egli può prendere con la forza, lo strappa ai più deboli, perchè con lui vige la legge del più "forte". Vivere a scapito degli altri, nutrirsi del loro sangue e del loro sudore. La forza elementare del 1° chakra, se non è in equilibrio, nutrita dall'amore, può solo degenerare in violenza cieca e primitiva.
"Dedicato a tutti gli "invisibili", a tutte le vittime dell'emarginazione sociale e della violenza, per
- una dignità da ricostruire
- un posto da conquistare
- il diritto di esistere da affermare
- un “io sono” da rivendicare"

L’emarginazione e la violenza sono un problema di tutti.

Nessun commento:

Posta un commento

ti va di lasciare un tuo commento?